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notebianche
Il piacere di essere nella folla è una misteriosa espressione del godimento della moltiplicazione del numero (Charles Baudelaire)


Diario


25 novembre 2007

Appesa alle stelle





 

Alle volte cammini per le vie centrali della tua città, alla sera, quando i passi nella pietra rimbombano nelle arcate dei portici. Quando senti una persona accanto e immagini di sfiorargli la mano, ma lo fai solo per sentirti meno solo. In questi istanti si srotola una pergamena infinita, mille immagini. Ripensi a tutti i volti delle persone che ti hanno guardato, con timore, con disprezzo, con eleganza.
In questi momenti cammini nel vuoto, ma anche se questo vuoto fosse affollato, calpesteresti la testa di tutti, a passi decisi, convinti..
Ami la tua solitudine, ti sembra così unica così intoccabile, un ritaglio di te stesso in questo mondo dove nessuno potrà mai entrare, l’unico. Immagini ogni istante più insignificante della tua giornata, quando prendi l autobus alla mattina e durante il tragitto hai osservato una signora, seduta avanti a te, che parlava da sola stringendo tra le mani un fazzoletto bianco, con lo sguardo fisso alla strada. Hai riso di lei dentro te stesso, perché hai creduto fosse ridicola, l’hai trovata strana nel suo blaterare e non ti sei soffermato al colore dei suoi occhi, all espressione del suo viso, al colore dei suoi capelli.
In questo momento ti senti come quella donna, quella donna che forse una parte di te ha disprezzato per un istante.
 All’improvviso. Metti la mano nelle infinite tasche che si schiudono come fiori tra i capelli arruffati, da una di queste ne esce un piccolo quaderno giallo. Lo prendi tra le mani , e sfogliandolo, ti accorgi che è pieno di granelli di sabbia, nella rilegatura delle pagine, incrostati ai bordi, incollati alla carta. “-..Ti ho aspettata ubriaca di astri nella hall..” così inizia uno scritto nella prima pagina. Decidi di sederti un attimo e di continuare a leggere “…al tuo arrivo, i miei occhi erano petali arancioni e sfiorivano lenti, uno a uno, scivolavano sui vestiti umidi. Abbiamo camminato sul pelo dell’acqua, senza mai bagnarci sfiorando il riflesso di due mani nascoste, di due mani che si accarezzano i palmi. Ti ho abbraccciato dentro un onda del mare scivolando via come sabbia inghiottita, ad ogni tuo tocco, nello strato più profondo della tua pelle.
Dissolta in granelli infiniti, sono rimasta attaccata alle tue labbra,colata come goccia rossa sulle lenzuola bianche.Per poi svanire. Senza lasciare alcuna impronta sul tuo viso,per sentirmi sola, appoggiata sul tuo ventre di carta.
Al mattino, occhi incollati di vino, a stento si aprono, mentre la tua mano lentamente cerca la mia coscia alla ricerca di un tepore accogliente, di un rifugio colmo di finestre dalle quali puoi guardare il mare.
Il mare sottile. Fa da veste a ogni attimo, mentre cerchi una perla sbocciata in questa notte tra i miei capelli. Li sfiori come fossero fili dorati, preziosicampanelli che tintinnano all’alba.
Il tuo sorriso squarcia la tela,penetra, taglia questa immagine bloccata nel tempo. La porta si chiude. Rimane solo l odore delle tue parole incollato alle pareti bianche, e io svestita di sorrisi indosso la mia maschera preferita, quella tinta di un unico colore, nascondo il volto sotto a un ventaglio di interminabili risate, solleticando con le grida il perimetro che da sempre cerca di delineare la mia realtà sciupata.
Sta sera ti riporgo le mie mani…”







permalink | inviato da notebianche il 25/11/2007 alle 1:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa
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"Mucchi di mondi,grappoli di stelle...
 sfoggio di universo mica per noi..
  Stiamo vicini... pelle contro pelle...e poi, mia vita, salvati se puoi! "                    


      











AFORISMI D'UBRIACHEZZA....








Un artista solo
vinto per un poema d amore
vinto per un ricordo
Impossibile vita, per i tuoi occhi magici
ricchi di polpa nera
ricchi di vita, assorbita per un verde che si impregna nell anima.
Io vivo
e la mia vita scorre
in un sorso di poesia
in un sorso di vino rosso...








_________________________________________________________________


  









                    

                                                  




                    
        





          
            



                 
           



                
            Grafica by Gemelle_Glitter/     







      
      
    








            SGUARDO
                                                               
 
     Il suo sguardo è un tiepido ornamento
     Lo vedete quando apre gli occhi
     Che cerca?
     La bellezza dei battelli che si dondolano?
     Il rifugio del vecchio usignolo?
     La casa dov'è nato il poeta?
     No:
     Lei deve uscire e non trova il suo ombrello di seta,
     quello che sembra un pomodoro
        (Quaderni di un mammifero-Erik Satie)



      



    Accarezzo il ventre
    dove giaciono i sogni.
    Sfilo dai miei sguardi
    frammenti di parole e vino
    sorti tra il pallido manto notturno.
    Raccolgo goccie di aforismi
    gemme di passione
    che assorbo
    col respiro ferito...
 
        
                                    


                                                 

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